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"UN MESE IN CUCINA” – Sapori della
Galizia.
La Galizia si trova nell’estremo nord-occidentale
della penisola Iberica, ed è bagnata ad ovest
dall’oceano Atlantico, al nord dal mare Cantabrico,
ad est è protetta dalle montagne della Sierra
de Caurel, Ancares e di Leon mentre a sud confina
con il Portogallo e il fiume Miño.
Isolata dalla sue frontiere naturali, la Galizia ha
conservato nei secoli la sua àura di terra
magica e sconosciuta, fatta di tradizioni antiche,
boschi impenetrabili e fiumi abitati dai Druidi, da
esseri fantastici e guerrieri mitici come Breogan
o da poderosi Dei come Lug, signore della natura.
Floro e Orazio raccontano che Decimo Junio Bruto lottó
contro questa magía (per entrare in Galizia
dovette affrontare il Fiume dell’Oblio, il Limia,
cosí chiamato perchè chi lo attraversava
perdeva la sua memoria per sempre).
I Romani, attirati dalla ricchezza in minerali (stagno,
oro e argento) e dalla posizione strategica naturale
che gli permetteva il controllo del traffico maríttimo
della costa atlantica e del canale della Manica, durante
secoli hanno convissuto con le tribú Celtiche,
che abitavano queste terre. Di quei tempi ormai lontani,
sono rimasti molti reperti archeologici delle due
culture: dei Celti i Dolmen, i Menhir e i Castri mentre
tra le costruzioni romane, dichiarate patrimonio dell’umanità,
la Torre d’Ercole (il faro più antico
del mondo e ancora in uso) della città di La
Coruña o la muraglia di Lugo, formidabile esempio
del genio militare romano. L’arrivo dell’Apostolo
Santiago, sulla cui tomba fu eretta la Cattedrale
della città di Santiago di Compostela, capitale
della regione e uno dei punti di riferimento del mondo
cristiano, sigilló definitivamente l’unione
di Roma con la Galizia.
La cucina
galiziana è famosa soprattutto per essere una
cucina a base di pesce, molluschi e crostacei.
Sicuramente è cosí, ma non è
tutto; oltre ai piatti di tradizione della costa,
ricchi di colori e profumi marini, c’è
la cucina dell’interno, di un paese freddo e
umido di grandi conventi o semplicemente popolare,
dove predominano le carni di manzo, maiale e di cacciagione.
Il mare della Galizia offre abbondantemente granceole,
aragoste, ostriche, rombi, salmoni, lamprede, polpi,
calamari, vongole, cozze, e le conosciute capesante,
la cui conchiglia è il símbolo del mondo
cristiano medievale dei pellegrinaggi del Cammino
di Santiago. Imprescindibile l’assaggio del
famoso “pulpo a feira”, della potente
“empanada” ripiena di capesante o del
famoso “caldo gallego”. Nei piatti dell’interno
invece, spiccano le carni di manzo di razza autóctona
gallega, il maiale celta con il quale si prepara il
“lacon” (prosciutto stagionato) e il “chorizo”
(salsiccie affumicate con alloro), indiscussi protagonisti
di zuppe saporite come “il caldo gallego”
che si serviva al termine delle grandi abbuffate invernali
o del “lacon con grelos”. Tra i dolci,
chissà il più típico e popolare
è rappresentato dalle “Filloas”,
dolce di Carnevale al quale si aggiunge alcune volte,
come simbolo del periodo Quaresimale e di tempo di
astinenza, il sangue del maiale.
© 01/06/2010 Giulia Anna Del Latte
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